Un tempo credevo che amore volesse dire ridere,
denti bianchissimi dietro il sipario di labbra rosate,
ora so che significa anche piangere, gocce salate su
guance bollenti.
Un tempo credevo di appartenere alla natura, io fresco
come i pini sui monti, ora lei appartiene agli uomini, ed
Io impotente rimango a guardare.
Un tempo credevo nei freschi sorrisi, lampi di gioia su un viso
rotondo, ora più spesso riesco ad essere triste, mite groviglio
di amare emozioni.
Un tempo mi piacevano il rosa e il giallo, luminoso fiorellino
giovane e tenero ora preferisco il nero e il viola, tenebra scura
strisciante solitudine.
Un tempo ero goccia di fontana cristallina, schizzavo il volto
di un gaio bimbetto, ora sono pietra e so ferire, corpo ed anche
cuore, di qualsiasi persona.
Come cambia la nostra vita.
A. B.