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domenica 31 ottobre 2010

Passeggiata al Camposanto.

pass cimitero.jpg

A quel viale affacciato
su un mosaico di campagna
tra cipressi in riga
che lasciano cadere
piccole pigne.
A quel cancello che ti apre
un sipario rivestito
della quiete di un bianco marmo,
scricchiolio di ghiaia
sotto i piedi
su piccoli viali cosparsi
di timoroso rispetto.
Antiche immagini impresse
su quel bianco corroso dal tempo,
antiche date con antiche dediche
che ormai nascondono in così poco spazio
antiche verità,
e tra l'erba incolta
spontanee margherite annunciano
il silenzio di un tranquillo
e antico paesaggio.

Euro Piacentini.

sabato 1 novembre 2008

La festa dei bambini.

bimbo alla bancarella.jpg
 
L’attesa.

Nella notte tra l’1 e il 2 novembre in Sicilia per i bambini si
rinnova la credenza della visita notturna dei Defunti .
Un occhio aperto, l’altro socchiuso.
I bambini aspettano incuriositi,
finché il sonno non prende il sopravvento.

Nella speranza e nel timore che si riesca a
vedere se i defunti ritornano davvero.

Già, proprio i morti, che secondo la tradizione la notte
tra l’1 e il 2 novembre, in silenzio mentre tutti dormono,
entrano in casa, accarezzano e baciano in fronte i
propri amati, rimboccano loro le coperte e poi si allontanano,
non prima però di aver  lasciato tanti doni nascosti per casa:
dentro un armadio, sul tappeto o magari sotto il letto, perché
la gioia dei bimbi al mattino è proprio quella di cercare i regali
che durante la "visita" notturna i nonni, gli zii, i parenti che
non ci sono più, hanno lasciato chissà dove per casa.
Il giorno dedicato ai defunti è una festività che in Sicilia
si tramanda da generazioni, senza paura, nel tentativo
sovente di creare un legame affettivo tra le nuove generazioni
e quelle scomparse da tempo, ma rimaste nel cuore di chi resta
proprio per essere tramandate.

I cari defunti, che nell’immaginario collettivo sono cupi e
addolorati, la notte tra l’1 e il 2 novembre si trasformano,
diventano sorridenti e, abbandonando per qualche ora le
loro eterne dimore, distribuiscono giocattoli, dolci e vestiti ai bimbi.

Nel tempo i doni sono cambiati e così le pistole giocattolo,
che i bambini attendevano con ansia, hanno lasciato spazio a
playstation, robot, automobiline, trenini elettrici ed interi cantieri
in miniatura; le bambine, invece, continuano a trovare le classiche
bambole che piangono senza il ciuccio, Barbie, cucine con tutto
il pentolame, forni per cuocere i dolci e tanti abiti.

La tradizione vuole che poi si vada al cimitero a portare fiori,
per ringraziare i propri cari per la loro generosità e a ricordarli
come quando erano in vita.      


                                                              ( La Sicilia , 28.10.2007)     
                                        
                                                        Preso da:  www.mimmorapisarda.it